Felipe Romero Beltrán
Felipe Romero Beltrán. Bravo
A cura di Tim Clark
Bravo è ambientato nell’area di confine del Río Bravo, un territorio segnato dalle migrazioni, in cui geografia e identità si scontrano. Focalizzandosi su un tratto di 270 km del fiume, Romero Beltrán costruisce una narrazione visiva sfuggente, in cui questo si trasforma in un protagonista silenzioso, che plasma vite pur rimanendo in gran parte nascosto alla vista.
Attraverso ritratti, immagini di interni e paesaggi, Bravo immortala il tempo sospeso della migrazione. Il preciso linguaggio visivo di Romero Beltrán descrive una realtà politica in cui una ritrattistica meticolosamente allestita rivela e allo stesso tempo cela resilienza. Oggetti quotidiani presentati in ambientazioni di interni, un altoparlante, un materasso, un tavolo dipinto di rosso assumono un valore simbolico, riflettendo condizioni di precarietà e controllo.
Organizzato in tre capitoli – Endings, Bodies e Breaches, questo progetto sfida i sistemi di classificazione, contenimento e identificazione che governano i regimi di confine. L’opera audiovisiva El Cruce evidenzia ulteriormente il duplice ruolo del fiume, sorgente di vita e confine militarizzato, intrecciando scene di battesimi, pesca e testimonianze di migranti. Corredato da testi e da un’intervista con l’artista, Bravo appare come una riflessione poetica ma urgente su un confine contrassegnato dalle contraddizioni, dove coesistono speranza e disperazione, movimento e immobilità.






