Frédéric D. Oberland
Frédéric D. Oberland. Vestiges of the future
A cura di Luce Lebart
Le opere di Frédéric D. Oberland rivelano un’attività multisensoriale in cui fotografia, cinematografia e musica sperimentali si alimentano costantemente a vicenda. Formatosi a La Fémis, la Scuola nazionale francese di cinema, lavora a livello visivo con foto sgranate, gesti di osservazione poetica e Super8, esplorando fragili temporalità, sfarfallii e sovraesposizioni che richiamano l’impermanenza del suono. Il color-grading psichedelico direttamente sul negativo produce immagini caleidoscopiche in cui corpi, paesaggi e rituali si dissolvono in tracce cromatiche effimere – residui spettrali di movimenti e ricordi. Come compositore, la sua musica emerge da stati alterati di coscienza sospesi tra reminiscenza e immaginazione: lunghe composizioni si allungano, accumulano e aprono, richiamando allo stesso tempo processi geologici e urgenze collettive.
Con Vestiges of the Future, Frédéric D. Oberland presenta un’installazione site-specific che amplia i confini del suo omonimo libro fotografico, pubblicato da Sun/Sun. Permeata dall’immagine della pagina di un libro che vola via, foto e video, musica e parole sussurrate si mescolano in un’esperienza audiovisiva immersiva in cui le storie non sono raccontate in modo esplicito, ma devono essere ricercate dentro di noi. Quella che viene rappresentata è la sensazione di un pericolo scampato: quell’istante in cui la vita ci scorre davanti, come un’onda di visioni allucinate in un mondo tremolante, uno spaziotempo quantico popolato da fantasmi, tracce di ciò che è appena stato o di ciò che tra poco svanirà o apparirà.






