Marine Lanier
Marine Lanier: Le Jardine d’Hannibal
A cura di Luce Lebart.
Protagonista di Le Jardin d’Hannibal è il giardino del Lautaret, il giardino botanico alpino più alto d’Europa, situato a 2.100 metri di altezza, sotto i ghiacciai della Meije. Ospita oltre 2.000 specie di piante e custodisce esemplari della flora alpina delle grandi catene montuose di tutto il mondo. Sin dalla primavera del 2019, ho trascorso lunghi periodi nello chalet-laboratorio Mirande, insieme a ecologisti, botanici e giardinieri. Con il graduale sciogliersi delle nevi, tra prati e rocce da parte riemergevano lentamente piante alpine provenienti da tutto il mondo. Tra le storie condivise durante le nostre serate insieme, c’era anche quella di Annibale che si dice avesse attraversato il passo del Lautaret insieme alla sua variegata armata valicando le Alpi. Dalla fusione tra queste antiche visioni e le immagini realizzate nel giardino, nasce un erbario onirico e notturno in cui le piante riemergono dall’inverno come le orme di un viaggio impossibile. Nella sua battaglia odierna contro il cambiamento climatico, questo laboratorio botanico rievoca la resistenza di Annibale contro Roma. Da oltre duecento anni gli scienziati qui studiano la biodiversità, mantenendo una rete globale di scambio di semi a cui è affidata la conservazione della memoria vivente. Oggi il giardino è un centro di ricerca sul cambiamento globale. Uno degli esperimenti portati avanti prevede il trasporto in elicottero e il successivo trapianto del manto erboso alpino a quote inferiori, per studiare gli effetti dell’innalzamento delle temperature. Attraverso grandi formati e monocromi colorati ispirati a Karl Blossfeldt, Anna Atkins e alla prima fotografia paesaggistica, esploro frammenti di vita e immagino un mondo primitivo in trasformazione.






