Ola Rindal

 Ola Rindal. Stains and Ashes

A cura di Luce Lebart.

Quando cammino per strada, vedo case, auto, alberi, persone. Ma in mezzo a loro ci sono macchie, crepe, buchi. A volte somigliano a sculture, a volte a porte o aperture, altre ancora a disegni o dipinti. Può essere una pozzanghera o una macchia d’olio lasciata da un’auto, una crepa in un muro, rifiuti… sono macchie senza alcun significato, alcun linguaggio, che non raccontano nulla. Eppure, esistono, in mezzo a tutti gli altri elementi che ci circondano. Questo progetto è partito proprio da una macchia su un pezzo di stoffa: da un atto di osservazione. Ho fotografato quella macchia. Poi ne ho create di nuove, sulla carta, usando l’inchiostro. Sono andato avanti e ho sviluppato questo tema con foto e disegni, fino quando ho iniziato a includere ritratti sfocati, a volte quasi astratti. E poi paesaggi che potessero supportare la sensazione che ne derivava, come se i soggetti fossero vicini alla macchina fotografica, ma separati da un velo. Sfocatura e astrazione sono parte della natura stessa della fotografia, proprio come la sua capacità di cogliere immagini definite. Spesso un’immagine sfocata è vista come un fallimento: io invece sfrutto questa caratteristica per esprimere una distanza, la sensazione di non riuscire ad avvicinarsi, di non riuscire a comprendere. Come se la realtà sfuggisse. La sfocatura si pone come un movimento, una nebbia, un’interferenza, un’inquietudine, che nasconde qualcosa di ciò che vediamo, e che appare come un ricordo o un’immagine del subconscio.

Ola Rindal è un fotografo norvegese con sede a Parigi, Francia e Fåvang, Norvegia.
Dopo aver assistito Tom Sandberg, Rindal si è laureato presso il dipartimento di Fotografia e Cinema dell’Università di Göteborg nel 1997.
Rindal ha pubblicato 14 libri con le sue opere ed è stato esposto in gallerie in molti paesi.
Ha collaborato anche con riviste come Purple, Self Service, SSAW, Luncheon, Apartemento, ID Another Magazine e vanta una lunga collaborazione con gli artisti Xavier Veilhan e Pierre Huyghe. Il suo processo consiste nell’indagare costantemente l’ambiente circostante attraverso la fotografia. Si tratta di una pratica quotidiana e continua, e attraverso materiale d’archivio e nuove immagini crea i suoi progetti. Il suo interesse principale è rivolto ai libri fotografici, ma ha esposto i suoi lavori anche in mostre e su altre piattaforme come riviste, social media ecc.

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c
Reggio Emilia

orari

24 aprile – 22 giugno
giornate inaugurali
24 aprile › 19-23
25 aprile › 10-23
26 aprile › 10-23
27 aprile › 10-20

dal 1 maggio al 8 giugno
giovedì › 10-13/15-20
venerdì, sabato, domenica e festivi › 10-20

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