Elena Bellantoni
Elena Bellantoni. Ghostwriter
A cura di Fulvio Chimento.
Ghostwriter fa riferimento a un fantasma della storia, una sorta di “rievocazione” di eventi che trovano espressione attraverso figure simboliche dell’esperienza umana. Questa rievocazione si attiva attraverso il corpo dell’artista, che ci invita a riflettere sulle modalità attraverso cui la storia si possa narrare, ricordando che “la donna è il corpo imprevisto della storia”, come affermava Carla Lonzi.
La mostra pensata da Elena Bellantoni attinge, attraverso il linguaggio della fotografia e del cinema d’autore, con incursioni nel campo della scultura e dell’installazione, al tema del perturbante, ovvero ciò che sconvolge, o altera, la natura sociale, fisica o psichica, che turba la mente e l’animo umano, una forza che si attiva facendo leva su paure ordinarie, in grado di creare condizionamenti, fino alla crazione di una “egregora collettiva”. È come se la storia venisse ri-scritta ciclicamente da una stessa mano che rimane misteriosamente nell’ombra, i suoi accadimenti fossero espressione di forze in perenne contrapposizione, e i suoi esiti fossero infinitamente replicabili. Lo stesso Umberto Eco faceva riferimento a “La dimensione eterna del fascismo” nel suo saggio Il fascismo eterno, non riferendosi a un regime storico specifico, ma a un archetipo di pensiero e comportamento (l’Ur-Fascismo), che si manifesta oggi in forme camuffate (in abiti civili) attraverso elementi come l’irrazionalismo, il rifiuto della critica, la paura della diversità, il machismo e il populismo.






