UN PASSAGGIO

Un Passaggio è un progetto realizzato tra il 24 febbraio e il 10 Marzo 2015, tra Luzzara e Reggio Emilia, a seguito di un invito del Festival della Fotografia Europea.

Il progetto prende l’avvio da due dei concetti che sono alla base di questa edizione del festival: l’idea di popolo ed il concetto di archivio.

Un Passaggio mira a creare un inventario di una città e di un popolo, intendendo popolo e città come complessa unione di case. Il risultato è un registro di massa ed una classificazione di abitazioni distinte.

Il progetto è strutturato in tre parti: le fotografie scattate a Luzzara, un paesino in Emilia Romagna in cui fu realizzato il saggio Un Paese di Cesare Zavattini e Paul Strand tra gli anni 1953 e 1955. Ci sono poi le fotografie scattate nella città di Reggio Emilia e quelle scattate nel percorso da Luzzara a Reggio Emilia, guidato dalla App di Google Maps, che è a sua volta archivio e catalogo al tempo stesso.

Michael Wetzel scrisse a Baudrillard1:

Il mondo diventa motivo della sua stessa riproduzione fotografica e filmica, e le immagini provenienti da tutto il mondo sostituiscono l’immagine stessa del mondo. Potremmo dire: l’essere immagine ha la precedenza ontologica sull’essere stesso. I nuovi media e le nuove tecnologie informatiche ci hanno catapultato in quella zona di indifferenza tra l’essere e l’apparenza, tra la realtà e l’immagine. Il mondo dei simulacri assorbe l’apparenza e liquida la realtà“.

Il progetto, la passeggiata, l’esperienza, il guardare e fotografare, diventano un riconoscimento ed inventario personale dell’essere, tornando di nuovo a guardare le cose e le case.

Il volume Un Paese viene pubblicato nel 1955; Un Passaggio si concretizza in una mostra ed in un volume di 1955 pagine. La copertina del libro è composta da due quadri del pittore reggiano Gino Gandini (1912-2002).

Il progetto di Aleix Plademunt fa parte di 2017. Altri paesi a cura di Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini.

Sull’esempio storico del “Paese” di Cesare Zavattini e Paul Strand, Tommaso Bonaventura, Aleix Plademunt e Moira Ricci sono stati chiamati a scegliere per le loro produzioni originali un “paese” come metafora, paradigma, mappa ideale del mondo intero, dello stare insieme, di come è o di come dovrebbe essere. Ai Chiostri di San Domenico la loro personale interpretazione di un paese, oggi.

Aleix Plademunt è nato a Girona nel 1980. Nel 2000 studia Ingegneria all’Università di Girona e nel 2003 si laurea in Fotografia al Politecnico di Barcellona. Negli anni seguenti lavora incessantemente a una miriade di progetti fotografici personali, come Espacios Comunes (2005), Espectadores (2006), Nada (2007), DubaiLand (2008), All (2009), Movimientos de Suelo (2010), Almost There (2013) e Morishita (2017). Nel 2011, insieme ai fotografi Roger Guaus e Juan Diego Valera, fonda il progetto editoriale Ca l’Isidret Edicions con l’obiettivo di pubblicare i propri lavori.

Ha pubblicato tre libri: Movimientos de Suelo (Ca l’Isidret Edicions, 2011), Almost There (MACK e Ca l’isidret Edicions, 2013), Morishita (Ca l’Isidret Edicions, 2017). Dal 2003 i suoi lavori sono stati esposti in più di quaranta mostre di gruppo e individuali come Almost There presso la galleria Le Bal di Parigi, ed all’IMA Gallery di Tokyo, dove i suoi lavori hanno trovato spazio tra le opere di Antonio Xoubanova, Óscar Monzón e Ricardo Cases.

Sede

Chiostri di San Domenico
via Dante Alighieri, 11
42121 Reggio Emilia