Incidental Gestures

La serie di fotografie Incidental Gestures (“Gesti accidentali”) prende l’avvio dalla perdita, dalla mancanza, dall’assenza. Si tratta di un gruppo di fotografie fondate sul riappropriarsi d’immagini di archivio che Agnès Geoffray manipola fino a giungere ad una realtà “altra”.

L’immagine è ritoccata, falsificata, reinventata; l’originale è dunque perduto: non rimane che un’ombra di sé stessa.

L’artista illumina le manipolazioni che spostano le immagini pre-esistenti in una nuova realtà. Sono l’immagine stessa, il gesto stesso che vedono il proprio potenziale drammatico accentuarsi o diluirsi. Fortemente ispirata alle manipolazioni fotografiche dei regimi totalitari, Incidental Gestures interroga in filigrana la nozione dell’essere vittima.

Il ritoccare di Agnès Geoffray è un atto di riparazione che ridona dignità alle vittime rappresentate (veste nuovamente una donna alla Liberazione, dona un volto a un viso tumefatto) oppure, al contrario, accentua la dimensione drammatica di una scena originariamente banale.

Il progetto di Agnès Geoffray fa parte di Archivi del futuro a cura di Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini

A Palazzo Da Mosto la riflessione di concentra sul rapporto tra due termini apparentemente antitetici: archivio e futuro. Le decisioni, le scelte che facciamo oggi determineranno ciò che sarà: cosa conservare e di conseguenza cosa tramandare, in che modo farlo, per quali ragioni.
Daniel BlaufuksAlessandro CalabreseKurt CaviezelEdmund Clark e Crofton Black, David Fathi, Agnès Geoffray e Teresa Giannico indagano con diverse modalità i più recenti utilizzi dell’“archivio” per permettere il disegno di una mappa del pensiero presente del futuro.

Agnès Geoffray è una fotografa francese. È stata ospitata in residenza artistica alla Rijksakademie di Amsterdam, ed è stata borsista presso l’Académie de France di Villa Medici a Roma. I suoi lavori sono stati recentemente esposti nella mostra “Soulèvements” al Jeu de Paume a Parigi ed in quella Un Musée imaginé al Centro Pompidou della città di Metz. Ha inoltre esposto al Kusthaus di Zurigo, alla Kunsthalle Wien di Vienna, al Mac Val di Vitry-sur- Seine, al Centro della Fotografia di Ginevra, al Centro Fotografico de l’Ile-de- France di Pontault-Combault, al Frac Auvergne di Clermont-Ferrand. Le sue opere sono entrate a far parte delle collezioni del Fondo Nazionale d’Arte Contemporanea di Parigi, del Frac Auvergne di Clermont-Ferrand, del Mac Val di Vitry-sur- Seine, del Centro Pompidou Museo Nazionale d’Arte Moderna di Parigi e del Musée de l’Elysée di Losanna. Tre opere monografiche a lei dedicate sono state pubblicate dalla casa editrice La Lettre Volée di Bruxelles: “Ultieme Hallucinatie”, “Profond silence” ed il recente “Les Captives”.

Sede

Palazzo da Mosto
via Mari, 7
42121 Reggio Emilia