E lo chiamano Jazz…

Un progetto incentrato sulla musica jazz – genere che affonda le proprie radici nel blues e legato immediato con i ritmi scanditi dalla terra e dal lavoro.
Al centro dell’esposizione sta la narrazione per immagini del periodo in cui il Jazz sbarcava in modo massiccio in Italia, quando i grandi nomi internazionali, accolti come star, riempivano i club milanesi mentre parallelamente cresceva e si affermava una generazione di straordinari musicisti nostrani che dal Jazz sconfinava al cinema e alla canzone melodica. Cuore della mostra sono le immagini di Riccardo Schwamenthal, uno dei testimoni principali di questo periodo, attorno alle quali si innesta un percorso narrativo e di approfondimento fatto di video e documentari realizzati ad hoc, infografiche e percorsi sonori, realizzati con la consulenza di Rocco Pandiani, tesi a rendere quanto più possibile fruibile il racconto di una dimensione artistica che per definizione è sempre stata considerata elitaria e distante dal linguaggio popolare.

Una sezione documentaria approfondisce inoltre le origini e il diffondersi della cultura jazz a Reggio Emilia a partire dal dopoguerra, attraverso immagini e testimonianze in gran parte inedite.

Nato a Vienna nel 1937, Riccardo Schwamenthal si trasferisce a Bergamo già anni quaranta. Le sue diverse attività testimoniano di un ampio concetto di cultura che spazia dalla fotografia, alla musica alla cultura folk.

Al centro dei suoi interessi è il jazz, che Schwamenthal scopre negli anni cinquanta parallelamente alla sua passione per la fotografia. Da allora fotografa sia compositori che musicisti, immortalando le prime storiche tournée italiane di nomi del calibro di Louis Armstrong, Duke Ellington, John Coltrane, Thelonious Monk e molti altri ancora. Riccardo ha continuato a fotografare artisti e concerti jazz nei dintorni della sua città e a Milano per diversi anni e ad organizzare concerti e festival di musica jazz.

Le immagini di Schwamenthal sono state pubblicate in diverse riviste specializzate in Europa, Giappone e negli Stati Uniti e sono utilizzate su numerose copertine di dischi, libri e nel film “Last Date” su Eric Dolphy. Le fotografie di Riccardo Schwamenthal sono accolte con favore dalla critica ed esposte in tutto il mondo. Riviste quali Musica Jazz, Ritmo e Jazzit le pubblicano regolarmente.

Sede

Spazio Gerra
piazza XXV Aprile, 2
42121 Reggio Emilia