Fotoscopia

a cura di Irene Russo

L’ospedale è un corpo fatto di tantissime vite, storie di uomini in prima linea o rimasti sempre dietro le quinte. Nelle “lastre” di Fotoscopia risplende la fulminante bellezza dei metodi diagnostici, esposta per celebrare la propulsione esplorativa dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e i cinquant’anni della sua sede.

Il luogo si manifesta in tutti i suoi aspetti, da creazione architettonica a struttura organizzata, da centro di ricerca a scenario di cambiamenti epocali. Nell’opera di Alessandra Calò trovano posto senza gerarchie le topografie d’archivio e gli schizzi esegetici dei dottori, gli screening mammografici e i pesci rossi della sala d’attesa. La ricerca dei materiali – condotta tra i reparti in decine di colloqui con medici, infermieri, tecnici e inservienti – ha seguito un approccio “domestico”, utile a rappresentare uno spazio dove la vita della comunità continua nei suoi ritmi quotidiani.

Catturate in prevalenza con l’ausilio dell’iphoneography ma stampate su vetro con metodi antichi, le immagini fotoscopiche di Alessandra Calò non accettano di rappresentare la realtà nei limiti della distanza digitale. Piuttosto tornano indietro nel tempo fino a recuperare il conforto del tatto, l’affabilità di una tecnica sapiente come quella del medico che comprende al tocco. In trasferta per un soggiorno speciale nella Galleria Parmeggiani, l’ospedale mostra le proprie viscere attraverso la fotografia.

Alessandra Calò sperimenta nuovi linguaggi e si avvale della tecnica dell’appropriazione per un recupero memoriale. Le sue opere scavano nel passato per tentare un dialogo col presente, un tempo in cui tutti hanno la possibilità di esistere nella forma di esseri senzienti, fantasmi o prefigurazioni.

Tra i progetti cui ha lavorato ricordiamo il contributo per il museo temporaneo di Italo Rota, Gli oggetti ci parlanoWomen in Fluxus per Fondazione Palazzo Magnani; Antipodi Apolidi per Spazio Gerra; il progetto NDT, un’indagine nella propria storia familiare condotta attraverso radiografie e fotografie.

Nel 2013 produce Vite Senza Fine per l’inaugurazione del Tecnopolo di Reggio Emilia: esposte insieme ai progetti di Fabio Boni e Fabrizio Cicconi, le opere raccontano la storia delle Officine Meccaniche Reggiane rappresentando i volti di uomini e donne che vi lavoravano. Il progetto è stato segnalato nell’edizione 2014 del Premio Celeste. Nello stesso anno, Alessandra Calò prende parte insieme ad altri fotografi al progetto editoriale In t’la nudda, indagine sociale sull’Appennino Reggiano” (Edizione ABao Aqu) e al progetto The Dance of Resistance – Adolf Reichwein, a biography in movement per la State Ballet School of Berlin, in collaborazione con l’artista tedesco Roman Kroke.

Selezionata da Giliola Foschi ed Elio Grazioli, nel 2014 vince la sezione OFF di Fotografia Europea con il progetto Secret Garden. Dopo l’anteprima reggiana, l’installazione è stata esposta in gallerie d’Italia, Francia e Olanda.

Sede

Galleria Parmeggiani
corso Cairoli, 2
42121 Reggio Emilia