Breve storia della fotografia sudafricana

a cura di Rory Bester, Thato Mogotsi e Rita Potenza

Breve storia della fotografia sudafricana presenta 100 fotografie scattate in Sudafrica negli ultimi 100 anni. La mostra, una miscela di ordinarietà, straordinarietà e idiosincrasia, offre una chiave di lettura delle fotografie come segnalibri temporanei, transitori, ma soprattutto dirompenti, che emergono da un complesso immaginario storico ed estetico.

Potenti testimonianze dell’apartheid, le fotografie sono fondamentali per ricostruire e ricordare la storia sudafricana. In un certo senso questa relazione tra apartheid e fotografia si intreccia profondamente con una serie di momenti e immagini apparentemente definitivi. Invece è cruciale che la testimonianza sia anche un atto di traduzione. L’essere testimoni senza comprendere ed il leggere le fotografie come forme e atti di traduzione, relega questi momenti magici, così finemente raccontati, così delicati nella rappresentazione del momento, a semplici vettori di informazioni con poco o nessun significato o rilevanza. Alla fotografia non resta che divenire un riempitivo insignificante di un testo standardizzato annunciato come storia.

Nell’interpretare le fotografie come segnalibri, la mostra le riconosce come “momenti e momentanee”, non solo in termini di tempo e di spazio, ma anche nel fare e disfare le storie.

Usando fotografie accuratamente selezionate da collezioni provenienti da archivi, musei e fotografi, Breve storia della fotografia sudafricana esplora in che modo la testimonianza, la traduzione, il movimento, l’estetica e la politica contribuiscano a una lettura visiva complessa del Sudafrica che è porosa e malleabile nel cambiare la comprensione di passato, presente e futuro.

Federica Landi

Federica Landi (Italia, 1986) è un’artista che lavora principalmente con la fotografia, insegnante all’accademia di Belle Arti di Roma e co-fondatrice di Riu, uno spazio indipendente dedicato alla ricerca nel campo delle arti visive.

Fin da subito, Federica ha percepito la fotografia in una prospettiva di costruzione, usandola come linguaggio visivo per indagini sullo spazio. Un elemento cardine della sua ricerca è la relazione tra la presenza umana e il suo ambiente plasmato dalla tecnologia. Lo spazio indagato è quello creato dall’uomo stesso, dall’atto stesso del vedere fino alla produzione di sofisticati dispositivi. La percezione non è più intesa come un sistema statico, ma diventa un gioco attivo quando è messa in essere da input culturali e tecnologici che lasciano un’evitabile impronta umana nel mondo.

www.federicalandi.net

Emeric Lhuisset 

Emeric Lhuisset (Francia, 1983) è cresciuto nella Parigi suburbana. È laureato in Arte alla scuola di Belle Arti di Parigi (Ensba) e in Geopolitica all’Università Panthéon-Sorbonne e oggi insegna Arte Contemporanea e Geopolitica all’Institute of Political Studies of Paris (Sciences Po).

Lhuisset considera il suo lavoro come una trascrizione artistica dell’analisi geopolitica.

A prescindere dai codici, Emeric Lhuisset ci chiede di mettere in discussione la nostra percezione della realtà e delle sue rappresentazioni.

I suoi lavori sono stati esposti in numerose esposizioni in tutto il mondo e sono parte di varie collezioni private.

Nel 2017 ha vinto il rand Prix Images Vevey – Leica Prize e nel 2011 Paris Jeunes Talents awards. È stato inoltre nominato per diversi concorsi e iniziative internazionali.

www.emericlhuisset.com

Ana Catarina Pinho 

Ana Catarina Pinho (Portogallo, 1983) è un’artista, ricercatrice FCT e studentessa dottoranda alla facoltà di Creative Industries all’interno del Centro europeo di ricerca documentaria (eCDR), presso l’Università del Galles del Sud (USW), nel Regno Unito.

Ha completato nel 2010 il suo Master in Documentary Photography and Cinema e si è laureata in Belle Arti e in Arte e Comunicazione nel 2006 (ESAP).

Lavorando con la fotografia e i video si focalizza su problematiche legate al paesaggio, alla geografia e alla storia.

Durante i suoi studi ha preso parte a numerose residenze e il suo lavoro è stato esposto in mostre internazionali personali e collettive.

Nel 2012 ha fondato Archivio Platform, con l’obiettivo di creare uno spazio di riflessione, attraverso dibattiti e discorsi con professionisti e teorici contemporanei, sulle attuali pratiche della fotografia e della documentazione.

I contenuti prodotti sono pubblicati in una rivista bilingue (ArchivoZine), con l’obiettivo di contribuire alla riflessione critica su queste realtà.

www.anacatarinapinho.com

Le mostre in programma nello spazio U30Cinque ( p.zza Scapinelli)

Azione e Immaginario. Lo sguardo degli artisti Under 35
a cura di Daniele De Luigi, sono promosse e organizzate dal Comune di Reggio Emilia- Servizi Culturali

Assessore a educazione e conoscenza, Comune di Reggio Emilia / Councillor for education and knowledge, Municipality of Reggio Emilia: Raffaella Curioni

Direttore area servizi alla persona, Comune di Reggio Emilia / Director personal services area, Municipality of Reggio Emilia: Giordano Gasparini

Coordinamento / Coordination: Giovanna Righi

Amministrazione / Administration: Lara Bocconi

Comunicazione / Communication: Patrizia Paterlini con Andrea Mercaldo (volontario)

Logistica / Logistics: Rossana Capiluppi

Organizzazione / Organisation: Roberta Conforti con Virginia Cipressi (volontaria)

Progettazione allestimenti / Exhibition Project: Francesca Monti

Progetto grafico / Graphic Design: Antonella Cipressini

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c
42121 Reggio Emilia