Night+Fog
La serie fotografica Night + Fog di Darren Almond si compone di fotografie al bromuro in grande scala realizzate nelle foreste morte della Siberia. Sono state scattate a Monchegorsk e Norilsk nel nord della Siberia, sopra il Circolo Polare Artico dove, tra il 1935 e il 1953, circa un terzo del milione di prigionieri confinati a lavorare nei gulag Sovietici, hanno estratto e trattato i materiali dei maggiori depositi del pianeta di nichel, platino, cobalto e rame.
Oggi Norilsk è una città chiusa. È sotto il controllo della Norilsk Nickel Company, che controlla anche i valori di mercato di questo metallo a livello mondiale. Almond ha trascorso più di cinque anni viaggiando tra le miniere di nichel di Norilsk.
A Norilsk ci sono le più grosse miniere di nichel del mondo. Esse producono, come scarto della lavorazione, la maggiore quantità di biossido solforoso del pianeta. Ci sono più piogge acide in questa città di 150.000 abitanti che in tutto il Nord America e il Canada. Gli alberi soffrono di qualcosa di simile al congelamento. Vi trovate davanti queste foreste di alberi morti, come bruciati, inseriti in un paesaggio che invece non è mai asciutto, il che risulta totalmente incongruo.
Inizialmente l’interesse di Almond per la Siberia è nato dalla fascinazione che esercitò su di lui il poeta esule russo Joseph Brodskey e dalle immagini incantevoli di un naufragio nell’artico, dipinte da Caspar David Friedrich nel quadro Il mare di Ghiaccio. Benché questi aspetti estetici e formali possano essere ancora rintracciati nel suo lavoro, essi costituiscono un punto catalizzatore iniziale dal quale partire per raggiungere poi obiettivi più pertinenti: l’estrazione di risorse e altre attività umane, necessarie quanto, a volte, orribili, attivano processi e strutture che si annidano a loro volta, in strutture e sistemi ancor più vasti che arrivano a toccare aspetti geo- politici e geo- strategici. Almond sottolinea questo concetto attraverso il titolo Night &Fog, che fa riferimento al film Night & Fog del 1955 su Auschwitz,di Alain Resnais.
Adrian Searle, scrivendo sul Guardian, ha detto del lavoro di Almond:
“le foto degli alberi morti, i loro tronchi che sembrano segni neri contro il cielo bianco di neve color dell’acciaio. È quasi impossibile poter immaginare il colore o anche solo un barlume di vita in questo luogo. Tuttavia queste immagini hanno una loro definitiva calligrafica bellezza. Sono una sorta di rappresentazione della fine del mondo”.
Da Il diavolo nei dettagli, “The Guardian”.
Le opere di Darren Almond qui esposte fanno parte della mostra collettiva No Man Nature.










