Wolfgang

Wolfgang Ernst Pauli, uno dei fondatori della fisica quantistica, era soprannominato “la Coscienza della Fisica”, ma era noto tra i suoi colleghi anche per qualcosa di meno “scientifico”.
La leggenda vuole che ogni qual volta Pauli entrasse in una stanza, gli esperimenti in corso fallissero e i macchinari andassero fuori uso. I suoi colleghi avevano scherzosamente battezzato questo fenomeno “Effetto Pauli”.
Il CERN ha recentemente aperto l’archivio fotografico interno in cui sono immortalati trent’anni di ricerche sempre all’avanguardia. Anche se Pauli è deceduto poco prima che l’archivio fosse creato, la sua presenza si manifesta continuamente: un busto, una lavagna, un ritratto, un libro, ecc. Questa serie è una semi-finzione in cui l’Effetto Pauli continua a stregare la vita quotidiana del CERN, usando e manipolando gli archivi, indagando su esperimenti ed incidenti, percependo la presenza di Pauli.
La scienza non è fantascienza: la scienza è più strana della finzione. Teletrasporto, ubiquità, levitazione ed apparizioni spontanee sono inconcepibili a livello umano, ma completamente logiche a livello di particelle elementari. Entrare nel campo della meccanica quantistica equivale a non avere una rete di protezione, ed anche se il leggendario Effetto Pauli non era che uno scherzo privato tra grandi menti scientifiche, alcune di queste erano abbastanza superstiziose da non per permettere a Wolfgang Pauli di entrare nei loro laboratori.
Nella fisica quantistica come nella fotografia, l’osservazione non è un atto neutrale: essa influisce sulla scena risultante. Queste foto sono talvolta frutto del reale, talvolta fabbricazioni complete. L’osservatore agisce risistemando ciò che è scienza e ciò che è leggenda.

Il progetto di David Fathi fa parte di Archivi del futuro a cura di Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini.

A Palazzo Da Mosto la riflessione di concentra sul rapporto tra due termini apparentemente antitetici: archivio e futuro. Le decisioni, le scelte che facciamo oggi determineranno ciò che sarà: cosa conservare e di conseguenza cosa tramandare, in che modo farlo, per quali ragioni.
Daniel Blaufuks, Alessandro Calabrese, Kurt Caviezel, Edmund Clark e Crofton Black, David Fathi, Agnès Geoffray e Teresa Giannico indagano con diverse modalità i più recenti utilizzi dell’“archivio” per permettere il disegno di una mappa del pensiero presente del futuro.

David Fathi

Fotografo francese. Nato nel 1985, vive e lavora a Parigi.

Dopo aver completato un Master in Matematica ed Informatica, David Fathi inizia una ricerca artistica nel campo fotografico, condotta parallelamente alla sua carriera di ingegnere. Questo doppio binario è riconoscibile nella sua opera fotografica, segnata dalla passione per la scienza e dalla consapevolezza dei limiti della conoscenza.

Sfruttando notizie bizzarre e poco note, l’artista illumina i pregiudizi cognitivi che ci portano a confondere fatti e finzione.

Le sue opere sono state esposte in varie gallerie francesi, irlandesi, inglesi, polacche e portoghesi.

Anecdotal (“Aneddotico”), serie di storie che riguardano i test nucleari, all’apparenza inventate ma assolutamente vere, ha ricevuto una menzione speciale al prestigioso premio Levallois.

Wolfgang, la sua nuova serie che ripercorre una strana leggenda riguardo uno dei fondatori della fisica quantistica, ha vinto il Gran Premio del Fotofestiwal di Lods ed il Photo Folio Award di Arles.

Sede

Palazzo da Mosto
via Mari, 7
42121 Reggio Emilia