Exile
a cura di Andréa Holzherr
Ogni uomo è la propria terra. Ne sono certo. Se la perde, viene privato della sua solvibilità e di un frammento della sua anima, che tenterà di riconquistare per il resto della vita.
Queste righe sono tratte da The World from my Front Porch (2008), un libro di Larry Towell. Towell, come molti colleghi di Magnum Photos, ha incontrato sul suo cammino e ha immortalato persone che avevano perso la loro casa e la loro patria. Persone che, per motivi economici o politici, erano obbligate ad abbandonare il proprio paese, costrette all’esilio forzato dalla guerra o da calamità naturali, e che possedevano solo quelle poche cose che riuscivano a portare con sé. Alcune cercarono asilo in Occidente, altre finirono in campi profughi o tentarono invano di tornare nella loro terra.
La mostra EXILE rifiuta qualsiasi ordine storico, cronologico o geografico. Il suo obiettivo è fornire una rappresentazione grafica al gran numero di conflitti internazionali che si sono succeduti dopo la Seconda Guerra Mondiale e alle masse di esiliati e rifugiati che ne sono derivate.
Accomunati dallo stesso destino, da vite tanto simili da poter essere sovrapposte, i rifugiati avanzano verso un futuro incerto, senza radici, senza una terra, indesiderati.










