Via

La videoproiezione è costituita da differenti inquadrature statiche che mostrano immagini di una via Emilia deserta. Il paesaggio è caratterizzato dalla dispersione suburbana, da attività agricole in parziale declino, dal rumore e dall’intensità fisica dei veicoli che lo attraversano. Accanto al traffico incessante l’inquadratura riprende un passante che cammina solitario ai bordi della strada e si dirige verso il limite della profondità di campo, per poi sparire inaspettatamente dalla nostra vista. Quest’unica persona in cammino lungo la via rievoca svariati personaggi e (anti)eroi della storia cinematografica. La sua sparizione è la conseguenza della deviazione rispetto al percorso predefinito della strada. Le transizioni improvvise e le insensate dilatazioni spaziali, accostate a una pacata esecuzione del movimento, rimandano all’umorismo caratteristico dei primi film muti, che affonda le proprie radici nella comicità fisica.

La nuova videoproiezione di Sebastian Stumpf viene presentata nell’ambito di una selezione di opere precedenti nate negli spazi urbani di diverse metropoli europee e asiatiche, tra cui “Sukima” (2009), “Highwalk” (Sopraelevata) (2010), “Bridges” (Ponti) (2011) e “Puddles” (Pozzanghere) (2013).

Il progetto di Sebastian Stumpf fa parte di 2016. Nuove esplorazioni, a cura di Diane Dufour, Elio Grazioli e Walter Guadagnini.

La mostra nasce e si sviluppa a confronto con Esplorazioni sulla via Emilia (1986), con lo scopo di raccontare come è cambiata in questi trent’anni la via Emilia e come è cambiato il modo di rappresentarla.
Il festival ha affidato questa ricerca a sette autori contemporanei, rappresentanti di una nuova generazione, Alain Bublex, Stefano Graziani, Antonio Rovaldi, Sebastian Stumpf, Davide Tranchina, Paolo Ventura, Lorenzo Vitturi. A loro il compito di raccontare la via Emilia oggi.

Sebastian Stumpf (Würzburg, Germania, 1980) ha studiato Fine Arts a Norimberga, Lione e Lipsia. Nel 2010 ha partecipato alla 6a Biennale di Berlino e alla Aichi Triennale di Nagoya in Giappone.
Tra le mostre personali: Museum Folkwang Essen, Museum for Photography Braunschweig, Anna Leonowens Gallery, Halifax and Galerie Thomas Fischer, Berlin. Di recente le sue opere sono state presentate al Wilhelm-Hack-Museum a Ludwigshafen, alla Kunsthalle im Lipsiusbau di Dresda e al Contemporary Arts Center di Cincinnati in Ohio.
All’inizio di quest’anno ha realizzato una videoproiezione site-specific per la mostra Reflective Architecture presso Le Corbusier’s Mill Owners’ Association Building ad Ahmedabad in India e da ottobre a dicembre 2016 realizzerà una residenza d’artista presso Villa Aurora a Los Angeles. Vive a Lipsia.

Sede

Chiostri di San Pietro
via Emilia San Pietro, 44/c
42121 Reggio Emilia