Walker Evans.Anonymous

a cura di David Campany, Jean-Paul Deridder and Sam Stourdzé

La mostra – che arriva a Palazzo Magnani in anteprima nazionale dopo le tappe europee di Arles e Bruxelles, indaga un aspetto meno noto della produzione di Walker Evans, ponendo l’accento sulle immagini che ha pubblicato nelle riviste americane di grande diffusione a partire dal 1929.

Nel corso di questa esperienza, Evans sviluppa un metodo e una poetica basati su una stretta connessione e complementarietà tra immagini e testi. A differenza di molti fotografi, infatti, Walker Evans non lavorava per i magazine solo come fotografo, ma seguiva tutto il processo che conduceva alla pubblicazione delle sue immagini. Era lui stesso spesso a scegliere il tema, a scrivere i testi, selezionava le foto e lavorava all’impaginazione. Nel corso di quasi quattro decenni Evans ha utilizzato la pagina della rivista popolare per produrre un “contro-commento” alla società americana e ai suoi valori. Mentre i mass media indugiavano sul culto della celebrità, Evans fotografava anonimi cittadini, creando immagini dirette e frontali delle condizioni del paese, con uno stile austero, di una chiarezza e semplicità prive di ogni forma di idealismo romantico.

In mostra numerose riviste originali, stampe d’epoca, oltre a diversi documenti e materiali che illustrano questo aspetto inedito del lavoro di Walker Evans, pioniere della fotografia moderna, dell’editing, della scrittura e del design grafico.

Walker Evans (Saint Louis, 3 novembre 1903 – New Haven, 10 aprile 1975)
Dopo aver studiato al Williams College (Massachusetts) e alla Sorbona, ha iniziato a fotografare realizzando alcuni scatti della vita quotidiana a Manhattan, alla fine del 1920.

Nel 1934 inizia la collaborazione con la rivista “Fortune”; poi, come Dorothea Lange, viene assunto alla Farm Security Administration per documentare l’impatto della Grande Depressione americana. Il suo lavoro è diventato famoso e ha segnato la storia della fotografia non solo americana ma anche italiana del dopoguerra.

Nel 1948, Evans è stato nominato editor per le immagini alla rivista “Fortune”, incarico che ha ricoperto per 17 anni e che gli ha permesso di approfondire la sua analisi del rapporto tra parole e immagini.

Sono state realizzate mostre monografiche sul suo lavoro in tutto il mondo, in particolare il MoMA – New York nel 1970 gli ha dedicato una grande retrospettiva.

Sede

Palazzo Magnani
corso Garibaldi, 31
42121 Reggio Emilia