Federica Mambrini

Federica Mambrini. L’albergo della lontananza

Come possono stare insieme due persone se vivono in due emisferi diversi del mondo? È  possibile costruire un ponte tra due luoghi?  

Il progetto si svolge tra l’Italia e il Cile e si basa su situazioni architettoniche specifiche,  che sono state studiate o create. Il generatore e catalizzatore del progetto è una relazione  a distanza tra due persone, divise tra due continenti lontani, che cercano di avvicinarsi  analizzando lo spazio che le divide. Le situazioni analizzate sono cinque: il ponte, le due  piazze, la sala/il dubbio, il bacio e il deserto.  

Il ponte, progettato in Cile e costruito in Italia, è la struttura fondamentale di connessione  che unisce due punti. Cosa significa costruire e attraversare un ponte? È possibile  costruire un ponte tra due continenti?  

Le due piazze analizza due luoghi, a Valparaíso e Trieste, molto distanti l’uno dall’altro ma  straordinariamente simili nell’architettura che li definisce. Come posso ingannare la mia  percezione e sentirmi in un luogo lontano da dove mi trovo fisicamente?  La sala è situata all’interno di un museo e affronta l’idea del dubbio, una situazione  inevitabile quando si parla di relazioni. Al suo interno sono presenti numerose riproduzioni  di alberi endemici del Cile. Cosa succede se c’è un errore di traduzione in ciò che sto  vedendo? In che modo la distanza influenza la mia percezione?  

Il bacio è rappresentato attraverso un dispositivo cinematografico, un flipbook, che cattura  il momento preciso in cui due persone si toccano. Il contesto è la cupola di Michelangelo  Antonioni e Monica Vitti, affacciata sul mare, che fu il loro nido d’amore. È possibile  cancellare la distanza con un bacio stampato su carta?  

Il deserto è uno di quei luoghi in cui è più difficile definire limiti o distanze, siano essi  geografici, fisici o mentali. Eppure, nel deserto di Atacama, si possono trovare strutture a  forma di capanna che sono rimaste invariate per secoli. È possibile trovare punti di  riferimento in un paesaggio in continuo cambiamento?



Federica Mambrini (1994, Mantova) è laureata in architettura (2019) ed ha frequentato il  Master in Photograhy presso IUAV a Venezia (2021). La sua ricerca visiva si sviluppa  attorno ad alcuni tentativi di indagine e sabotaggio di equilibri e tensioni attraverso un  approccio interdisciplinare. Proviene da un background architettonico ed è interessata a  tutto ciò che è costruito, da costruire o da ricostruire. A novembre 2022 è stato pubblicato  il suo primo progetto di ricerca, Come costruire un castello di carte, con Giostre Edizioni.  Nel 2023 ha vinto il finanziamento Italian Council nell’ambito dello sviluppo dei talenti. Tra  il 2023 ed il 2025 ha realizzato mostre personali al Museo de Historia Natural de  Valparaíso in Cile, a Mutty a Castiglione delle Stiviere (Mantova) e a Foto Forum a  Bolzano. 



Sede

Palazzo Da Mosto
via Mari, 7
Reggio Emilia

orari

24 aprile – 22 giugno
giornate inaugurali
24 aprile › 19-23
25 aprile › 10-23
26 aprile › 10-23
27 aprile › 10-20

dal 1 maggio al 8 giugno
giovedì › 10-13/15-20
venerdì, sabato, domenica e festivi › 10-20

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